Thursday, November 30, 2006

ricordi del futuro

londra è uno strano posto dove tutti corrono ma con una certa calma. le cose cambiano molto ma non non quelle importanti. tornarci non è stato facile ma al tempo stesso è stato semplicissimo. vieni inghiottito dalla normalità ingigantita della metropoli che deve autoalimentare la sua immagine con fiocchi natalizi ed addobbi sempre meno ispirati al natale e sempre pi+ vicini alle pubblicità dei saldi.
il metrò è uno sfinimento ma ha lo charme della leggenda della sua immagine. tutto ti trasmette un senso di appartenenza e di esclusività allo stesso tempo. londra è di tutti ma ciascuno diventa un eletto il momento in cui è a londra.

i fiocchi di cotone che ci guardavano quest'estate erano solo il preludio, la città di fumo è la fine del viaggio, ma anche l'inizio.

pv

Thursday, November 23, 2006

il gatto

Vieni bel gatto, vieni sul mio cuore amoroso;
Trattieni i tuoi artigli
Ch'io mi sprofondi dentro i tuoi begli occhi d'agata e metallo.
Quando a bell'agio le mie dita a lungo
Ti carezzan la testa e il dorso elastico,
E gode la mia mano ebbra al toccare il tuo corpo elettrico,
Vedo in spirito la mia donna:
Profondo e freddo come il tuo, il suo sguardo, bestia amabile,
Penetra tagliente come fosse una freccia,
E dai piedi alla testa
Una sottile aria, rischioso effluvio,
Tutt'intorno gira al suo corpo bruno.

charles baudelaire

Wednesday, November 15, 2006

partenza

allontanarsi da un luogo per recarsi in un altro, spec. per un periodo piuttosto lungo e percorrendo distanze notevoli; iniziare il viaggio, il...

sono partito molte volte. mai come questa volta la partenza ha un sapore di sconfitta. qui ero tornato, qui avevo scelto di stare, qui ho investito le mie energie e le mie speranze e le mie poche qualità. la tristezza non ha spazio in una partenza, la sconfitta neppure. la partenza è libertà, la partenza è rinnovo e cambiamento. la partenza è speranza. e allora tutto questa angoscia la rinchiuderò nei preparativi, le troverò un posto tra le cose che lascierò indietro, tra quelle di cui non ho bisogno nel posto di arrivo. però non posso negare che esista. posso darle un ruolo educativo, un ruolo che affievolisca la sua aurea negativa, ma non posso farla scomparire. forse addirittura posso darle dei meriti, ma ancora non sono pronto a questo passo. per ora mi limito a trovarle una confortevole scatola dove farla riposare per un po', forse quella scatola di metallo nero che tengo nel bagno, sì , quella mi sembra adatta. il lumino rosso della bicicletta ha smesso di lampeggiare - devo uscire.

Thursday, November 9, 2006

appartenenza

ovvero far parte, essere compreso (in qualcosa, in un insieme)

si torna a riempire valigie ormai impolverate, quelle dei sogni.
si riempiono di speranze e buone intenzioni ma a un certo punto ci si rende conto che manca spazio per qualcosa.
non sono mai partito alla ricerca della nostalgia di casa, e spesso mi sono domandato cosa fosse quello che consideravo casa: la mia appartenenza.
sono i luoghi che ci hanno cresciuto? sono le persone che ci vogliono bene nonostante tutto? sono le cose che ci tranquillizzano nei momenti difficili? sono gli odori e i colori della nosta memoria?
non c'è spazio nelle valigie per questo.
l'appartenenza è immobile, forse l'unica cosa statica di cui avere rispetto.
la luce sul marmo del duomo nella sera del compleanno del mio babbo forse è la cosa che più si può avvicinare a spiegarmi questa idea.
e poi si parte.