Thursday, November 23, 2006

il gatto

Vieni bel gatto, vieni sul mio cuore amoroso;
Trattieni i tuoi artigli
Ch'io mi sprofondi dentro i tuoi begli occhi d'agata e metallo.
Quando a bell'agio le mie dita a lungo
Ti carezzan la testa e il dorso elastico,
E gode la mia mano ebbra al toccare il tuo corpo elettrico,
Vedo in spirito la mia donna:
Profondo e freddo come il tuo, il suo sguardo, bestia amabile,
Penetra tagliente come fosse una freccia,
E dai piedi alla testa
Una sottile aria, rischioso effluvio,
Tutt'intorno gira al suo corpo bruno.

charles baudelaire

3 comments:

pv said...

oppure c'è chi ha detto:

"Vorrei avere nella mia casa:
una donna ragionevole
un gatto che sfiora i libri
amici in ogni stagione
senza i quali non posso vivere."

e io che li avevo me ne sono andato via... così posso aspettarli... e sognarli

10am said...

vorrei avere una casa.

Tomaso Vimercati said...

Ciao fratellone
Sei in esilio nella "tua" città...
Chissà mai che tra dieci anni
Pure io mi trovi costretto a tornarmene qui a Roma
Lontano da quei posti da cui così difficilmente sono evaso
Non perché le gabbie fossero d'acciaio
Ma perché il mio cuore era di burro
La foto del Duomo e il relativo post mi hanno commosso
E sono passati pochi mesi
Forse perché vivo nel futuro
O forse perché tu mi ci hai sempre portato col pensiero
A cosa sarò io da grande
Tu costruisci case
in cui non abiterai
Io costruisco storie
che non vivrò mai fino in fondo
Questo ci è dato
Ma un po' lo abbiamo voluto, non negarlo
Perciò gambe in spalla
E occhi fissi all'orizzonte